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Suites inglesi e francesi I

London, May 5th, 1772

Oggi la giornata è trascorsa piacevolmente, qui nella metropoli. In parte mi manca la bellezza del nostro country manor nello Shropshire, che, in questo periodo dell’anno, dev’essere tutta una fioritura di rose profumate. Tuttavia, è innegabile che la city offra tante opportunità, per cui – almeno nel periodo delle sedute del Parlamento – noi Pari non possiamo sottrarci a un dovere di presenza che, in fondo, è anche non privo di divertimento.

Oggi, per esempio, ho preso il tè con Lord Somerset, che – come tutti sanno – è un grande appassionato di musica. Si era appena procurato un libro di musica che gli è stato copiato con bella calligrafia dal suo copista di fiducia, e il cui originale gli è stato fornito da un musicista tedesco, un tale Johann Christian Bach. A quanto ho capito, però, il compositore non è lo stesso Johann Christian, bensì il suo defunto padre, Sebastian.

Si tratta di un fascicolo con sei Suites per strumento a tastiera; in verità lo stile non è modernissimo (d’altronde Bach senior era del 1685…), ma qui in Inghilterra la musica antica piace molto. (Anzi, sempre Somerset mi ha invitato a dei concerti che lo stesso Christian Bach organizza qui a Londra con un altro tedesco, Karl Friedrich Abel; si tengono in una bella sala di Soho Square e presentano anche tanta musica delle precedenti generazioni).

Comunque, per tornare alle Suites del padre di Christian, si tratta di composizioni molto ampie e difficili, anche se spesso piuttosto divertenti da suonare. Sul frontespizio dello spartito che Somerset ha fatto copiare è persino riportata la dicitura che Christian ha scritto sulla sua copia: “Faites pour les Anglois”. In realtà non è che vi abbia trovato alcunché di British; chissà come si immaginava la musica britannica un vecchio compositore tedesco che non ha mai passato il Channel!

La cosa che più colpisce di queste Suites, a dire il vero, sono i Preludi (cioè i brani che non sono danze!). Sono particolarmente ampi e mi hanno ricordato dei movimenti di concerto grosso all’italiana. Uno stile che anche quell’altro tedesco, Handel, praticava parecchio e piaceva molto qui a Londra. (E poi dicono che English Italianate is Devil Incarnate… cosa si dovrebbe dire dei tedeschi italianati?).

Le Sarabande sono molto espressive e toccanti; ci sono anche dei modelli di ornamentazione che forse sono un po’ troppo ricchi per i miei gusti, ma comunque sono molto interessanti. Ma il brano che mi ha divertito di più è la Musette della terza Suite; il tentativo di riprodurre sul cembalo il bordone delle nostre bagpipes mi è sembrato davvero umoristico. Dovrò farla sentire a Lord Ker, il Marchese di Lothian, che quando è qui a Londra non smette di parlarci delle sue Highlands con i loro insopportabili bagpipers!

In ogni caso è stato piacevole rivedere Somerset e fare due chiacchiere con lui. Adesso mi conviene deporre la penna perché domani sarà una giornata impegnativa. Farò comunque un pensierino alla possibilità di farmi copiare anch’io queste Suites Pour les Anglois!

Testo a cura di Chiara Bertoglio

Lettura ad alta voce che introduce il concerto del 21 Ottobre
a cura di Giancarlo Adorno, allievo della Associazione YOWRAS - Young Writers and Storytellers