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Sul nome di B.A.C.H.


Caro Diario,

anche oggi il nostro viaggio ci ha riservato delle sorprese molto interessanti. La città di Lipsia è bellissima, con la sua struttura medievale e le magnifiche chiese; in questa stagione poi vi sono i tigli in fiore, che spandono un delizioso profumo negli ampi viali.

Oggi abbiamo trascorso un po’ di tempo nella chiesa di San Tommaso, una splendida costruzione gotica nel cuore della città antica. Abbiamo avuto la fortuna di udire un organista che studiava e improvvisava sull’imponente strumento che vi è custodito. Si tratta di un organo molto diverso da quelli che si possono udire in Italia, e anche il modo di suonarlo è assai differente. Non vi è traccia di quei movimenti di danza o quelle parafrasi d’opera che si odono tanto spesso nelle nostre chiese; la musica è molto più grave e seria, e parvemi che si confacesse assai meglio alla sacralità del luogo.

In particolare, mi colpì il ricorrere d’una cellula melodica di quattro note, che si ritrovava in molti dei brani che l’organista eseguiva. Si trattava del motivo “si bemolle, la, do, si naturale”; un motivo non molto promettente in termini musicali, a mio vedere, ma che molti musicisti della Germania amano utilizzare. L’organista, che parlava un po’ di francese, illustrò a me e ai miei genitori il motivo di tale scelta apparentemente un po’ bizzarra. Pare che in Germania le note non s’indichino “do, re, mi, fa”, bensì con le lettere dell’alfabeto, iniziando dall’A che rappresenta il la; sicché quelle note rappresentano le lettere B-A-C-H, che a loro volta costituiscono sia la parola “ruscello” in tedesco, sia il nome d’un musicista molto venerato qui in Germania, e che anche in Italia si comincia ad apprezzare in tempi recenti. Egli fu un maestro dell’organo, e un compositore di altissima raffinatezza; per questa ragione, molti compositori vogliono rendergli omaggio, e nel contempo dar saggio della propria abilità, scrivendo brani di arduo contrappunto nei quali il nome di Bach è così cifrato. (Mi dissero che lo stesso Bach amava includere questo motivo, a mo’ di firma, nei suoi brani).

L’organista mi rivelò anche una notizia che assai mi sorprese: pare che in Italia il signor Boito (noto appassionato di Bach) voglia proporre un concorso per composizioni basate sul tema “Fede a Bach” (sì, perché anche le lettere D, E, F sono nella scala musicale: re, mi e fa!). Chissà se qualcuno de’ nostri compatrioti accoglierà l’invito del Boito… Parmi che lo spirito italico rifugga da tai giuochi musicali, ma forse son io ch’erro!

Sono davvero curiosa di saperne di più, e sono altresì curiosa di visitare, domani, la bottega d’una modista che intravidi passando per le vie. Non lo crederesti, ma i suoi cappellini sembravano usciti da una boutique parigina.

Ora depongo la penna, ché la giornata è stata lunga.

Sempre tua

                        Luigia

Testo a cura di Chiara Bertoglio

Lettura ad alta voce che introduce il concerto del  24 Ottobre a cura di  Manuela Marascio allieva della Associazione  YOWRAS - Young Writers and Storytellers